Back To The Blogging World

Il ragionamento nasce da un breve scambio su Twitter con Giacomo Biraghi (“Secolo urbano”, comunicatore social dell’Expo di Milano) in cui si propone di cancellarsi da Facebook, Twitter e Instagram in quanto non più innovativi per comunicare. Di lì la proposta di un ritorno al blog, anche se – appunto – in 140 caratteri impossibile declinare i concetti.

I blog di qualche anno fa erano diventati una professione, con molti blogger col tempo preda del burnt out, quella sindrome da uno o più post al giorno che prima o poi ti consuma e ti porta ad allontanarti dal tuo blog. Ma quando nacquero i blog i social media come li conosciamo oggi certo non c’erano. Negli anni molti comunicatori hanno quindi iniziato a spostarsi su Facebook e Twitter, perdendo forse la possibilità di esprimere in maniera competa pensieri e concetti, in cambio però di una velocità notevole di pubblicazione e di interazione.

Sepolti ormai del flusso dei social, ecco allora la necessità di rifocalizzarsi sui contenuti. Del resto da sempre si dice che “content is King” quando si parla di online (e non solo). Il tutto a fianco dei social, che invece consentono la maggior diffusione possibile del contenuto del blog, un’opportunità che non esisteva alla loro nascita.

Inoltre, lavorando a 360° su tematiche che vanno dalla politica e l’economia in senso ampio, passando per temi specifici come tecnologia, banda larga e innovazione, o settori meno noti al grande pubblico ma di notevole importanza a livello pubblico e privato come il tabacco, il food sino a banche e turismo, credo che un blog – separato dal sito aziendale – possa essere lo strumento migliore per discutere alcuni aspetti connessi ai temi di cui sopra. Inoltre via blog è possibile raggiungere molta più gente di quanto sia possibile fare via Facebook e Twitter, che rimangono comunque strumenti molto utili.

A questo punto, il problema sarà trovare il tempo per postare!

Buona lettura.

Franco

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