Il lobbista propone soluzioni prima che i problemi insorgano | Corriere della Sera

«Il lobbista è in grado di spiegarmi in 5 minuti e con 3 pagine quello che i miei collaboratori non riescono a spiegarmi in 3 giorni e con 30 pagine». È quella contenuta in questa fase di J. F. Kennedy la definizione alla quale più si ricorre quando si vuol parlare di lobby e public affairs.

Ma chi è davvero il lobbista? Come si diventa lobbista? “Il lobbista è quella figura professionale che cura gli interessi di terzi, nel mio caso del gruppo Eni, nei confronti del decisore pubblico”, spiega Niccolò, che si occupa di rapporti istituzionali con le istituzioni per Eni in Italia.

“L’obiettivo del mio lavoro è la tutela degli asset Eni in Italia attraverso un intenso monitoraggio delle attività di permitting, la programmazione e la gestione di tavoli istituzionali, il supporto per eventi sul territorio, la risoluzione alle criticità che vedono il coinvolgimento delle istituzioni, la predisposizione di analisi per i vertici aziendali. Un’attività lavorativa molto intensa, che mi permette di viaggiare su tutto il territorio italiano e di interfacciarmi con le varie anime del business aziendale.”

Niccolò, dopo la laurea in Relazioni internazionali, con una tesi proprio su Eni, ha frequentato un master in lobby a Roma presso la Luiss, per cercare di affinare la sua preparazione. E proprio grazie al master ha avuto l’opportunità di svolgere uno stage e di entrare in Eni.

Sono tanti gli specialisti in public affairs che operano oggi in Italia. Eppure quella del lobbista resta una figura poco conosciuta, che, negli anni, ha subito trasformazioni ed evoluzioni: “Per troppi decenni, la figura del lobbista è stata affidata a chi aveva fatto solo praticaccia. Il lobbista moderno, oggi, ha invece come riferimento il mondo anglosassone. È un professionista, che deve possedere almeno tre ambiti di competenze: ad una base giuridica, di conoscenza del diritto pubblico, parlamentare, comunitario, deve affiancare la capacità di leggere un conto economico di una azienda; deve inoltre avere competenze comunicative e di consensus building”, spiega Francesco Delzio, Direttore Relazioni Esterne, Affari Istituzionali e Marketing di Atlantia e di Autostrade per l’Italia e Condirettore del Master in Relazioni Istituzionali, Lobby e Comunicazione d’Impresa della Luiss.

Competenze confermate anche da Franco Spicciariello, socio fondatore di Open Gate Italia e coordinatore del Master in Public Affairs, Lobbying e Diritto parlamentare della Lumsa, secondo il quale la formazione del lobbista non può prescindere neanche da una passione per l’attività politica e una buona inclinazione psicologica.

Una visione di tipo anglosassone, quindi, che considera il  lobbista un professionista a tutti gli effetti, che si muove all’interno delle istituzioni nella massima trasparenza, “in grado di interagire tra azienda e soggetto pubblico e di diventare un player decisivo nella costruzione delle leggi, perché fornisce al decisore pubblico informazioni preziose sul funzionamento dei mercati complessi. E così aiuta ad aumentare la qualità della legislazione”, afferma Delzio.

Franco Spicciariello, Audizione, Commissione Finanze, Camera dei Deputati, 2014
Franco Spicciariello, Commissione Finanze, Camera dei Deputati, 2014

“Un professionista che propone soluzioni prima ancora che i problemi vengano fuori”, aggiunge Spicciariello. Una figura, quella del responsabile delle relazioni istituzionali, sia all’interno che all’esterno delle aziende, che sta subendo evoluzioni anche nella percezione presso l’opinione pubblica: se per anni, “a causa anche di eventi di malaffare, ma soprattutto a causa dell’assenza di figure professionali formate in maniera appropriata e di una regolamentazione adeguata, il lobbista è stato considerato quasi un abitante dell’inferno, un delinquente che corrompe e commette reati”, spiega Delzio, oggi, “chiunque abbia a che fare con un lobbista ne ha una enorme stima. Si tratta di persone tendenzialmente molto serie e competenti. Un lobbista non può mentire, perché se mente ad un interlocutore politico una volta, molto probabilmente non lavorerà più, perché in questo ambito le voci corrono e le reputazioni si briciano velocemente”, aggiunge Spicciariello.

Un lobbista può lavorare in un’agenzia, in una grande azienda, in un sindacato o in una organizzazione non governativa: ampi spazi aperti da riempire, un settore in crescita, ma con ostacoli ancora da superare. E a tale scopo, una regolamentazione della materia non potrebbe che apportare vantaggi.

“In Italia oggi c’è vuoto normativo. Esistono alcune regolamentazioni a livello regionale. Di fatto non esiste neanche una normativa europea, solo un albo non vincolante per l’esercizio della professione. Da anni si cerca di introdurre una regolazione senza successo, a tutto discapito del decisore politico, che si espone continuamente a sospetti di interazioni illecite, e del lobbista, sul quale incombe questa immagine di delinquente”, spiega Delzio.

Eppure, secondo Spicciariello, “pensiamo alla coincidenza tra il secondo comma del primo emendamento, piattaforma giuridica di tutte le attività di lobby negli Stati Uniti, e all’art. 50 della Costituzione italiana, secondo cui tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità. Aggiungiamo la libertà di associazione, articolo 18, la libertà di manifestazione del pensiero, articolo 21, e l’obbligo della Repubblica a rimuovere gli ostacoli sociali ed economici: l’attività di lobby è già inquadrata dalla Costituzione italiana.”

Ma, certo, una regolamentazione in materia potrebbe contribuire a rendere più fluido l’accesso a questa professione, a rendere davvero il lobbista un “semplificatore di mercati complessi”, ruolo che ancora oggi, in Italia, svolge parzialmente in ombra e con enorme difficoltà.

Fonte: Tonia Garofano – Corriere della Sera

2 thoughts on “Il lobbista propone soluzioni prima che i problemi insorgano | Corriere della Sera

  1. Il lobbista per l’opinione pubblica spesso viene visto come una sorta di manipolatore, in realtà come descritto in questo articolo, diventa un player decisivo soprattutto nei mercati in fase di sviluppo che hanno bisogno di persone competenti.
    Ad esempio con tutta probabilità uno dei mercati che porterà uno stress importante a livello legislativo sarà il settore della robotica, sarà importante avere persone molto preparate sull’argomento.

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